
Trasformare procedure amministrative in gesti di cura dopo la catastrofe del 30 giugno 2024
La notte tra il 29 e il 30 giugno 2024 la Vallemaggia ha vissuto un incubo. Temporali violenti e persistenti hanno scatenato colate detritiche devastanti che hanno travolto frazioni intere: 7 vittime, 1 disperso, oltre 100 edifici danneggiati o distrutti, un’intera valle isolata. A Fontana massi grandi come case hanno sepolto abitazioni. A Prato Sornico il fiume ha distrutto infrastrutture. Il ponte di Visletto a Cevio è crollato, tagliando fuori l’Alta Vallemaggia.
Nei giorni successivi, mentre i soccorsi erano ancora al lavoro, una nuova sfida si profilava: come aiutare concretamente chi aveva perso tutto?
La sfida invisibile
Oltre all’emergenza fisica e alla tragedia umana, c’era un problema pratico e burocratico: accedere agli aiuti della Catena della Solidarietà richiedeva compilare moduli, documentare danni, dimostrare costi, calcolare sussidi già ricevuti. Un labirinto amministrativo per persone che stavano ancora cercando di metabolizzare lo shock, che non avevano più una casa, documenti, o semplicemente la lucidità mentale per affrontare pratiche complesse.
Come si accompagna qualcuno che ha perso la propria abitazione a compilare un modulo? Come si spiega il principio di sussidiarietà a chi sta ancora cercando un familiare disperso?
L’approccio
Su incarico della Catena della Solidarietà, ho supportato persone e organizzazioni nella gestione delle richieste di sostegno, con una presenza fisica settimanale a Cevio e disponibilità telefonica continua.
Il lavoro è andato ben oltre la compilazione di formulari:
- Ascolto prima di tutto: Molti incontri iniziavano con il bisogno di raccontare quella notte, di essere ascoltati, prima ancora di parlare di danni materiali
- Traduzione dal trauma alla burocrazia: Trasformare esperienze sconvolgenti in documenti amministrativi comprensibili, mantenendo dignità e rispetto
- Ponte tra mondi: Coordinamento con comuni, commissione cantonale, Catena della Solidarietà e altri enti per navigare un sistema complesso di aiuti sovrapposti
- Supporto personalizzato: Ogni situazione era diversa – dalle famiglie private alle aziende agricole, dai casi semplici ai dossier complessi che richiedevano coordinamento tra molteplici fonti di finanziamento
I numeri dietro le persone
Da Settembre 2024 ho garantito una presenza settimanale in loco, decine di incontri individuali, coordinamento con autorità comunali e cantonali, verifica completezza documentazione, accompagnamento nella comprensione del principio di sussidiarietà (la Catena copre solo quanto non coperto da assicurazioni e aiuti pubblici).
Ma dietro ogni pratica c’era una storia: la famiglia che aveva perso la casa di generazioni, l’azienda agricola con le stalle distrutte, l’anziano che non capiva più come ricostruire.
Il valore umano
Questo mandato mi ha ricordato che la competenza tecnica senza empatia è sterile. In situazioni di crisi, il ruolo del consulente non è solo risolvere problemi amministrativi, ma creare spazi di dignità dove le persone possano sentirsi supportate nel momento più buio.
L’accompagnamento amministrativo diventa gesto di cura. La precisione burocratica diventa strumento di giustizia. La presenza diventa testimonianza.
Lezione appresa
In emergenza, le persone non hanno bisogno solo di procedure efficienti. Hanno bisogno di qualcuno che stia al loro fianco mentre attraversano la complessità, che traduca il linguaggio tecnico in parole umane, che ricordi loro che non sono sole.
A distanza di mesi, la Vallemaggia sta ancora ricostruendo – non solo case e strade, ma anche fiducia e futuro. Ogni pratica completata è stato un piccolo passo verso quella ricostruzione.
Contesto: Evento alluvionale catastrofico del 29-30 giugno 2024 con 200-250mm di pioggia in 6 ore | Danni stimati: oltre 70 milioni CHF | 7 vittime confermate, 1 disperso | Oltre 100 edifici danneggiati | Alta Vallemaggia isolata per settimane
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